Montagna d’estate: il clima cambia. Per il Trentino la sfida è un turismo 365 giorni l’anno
I dati di Assoturismo Confesercenti confermano la crescita strutturale delle destinazioni montane. Ora dobbiamo trasformarla in sviluppo equilibrato, sostenibile e diffuso, superando la concentrazione dei flussi in poche settimane e località.
I dati diffusi da Assoturismo Confesercenti ci consegnano un segnale che va ben oltre il buon andamento di questo Ferragosto. La montagna sta cambiando: non è più soltanto una grande destinazione invernale, ma sta diventando sempre più protagonista anche dell’estate.
Le alte temperature certamente accelerano questo processo. La ricerca di un clima più mite, di spazi aperti e di una migliore qualità del soggiorno sta modificando le scelte dei turisti. Ma sarebbe riduttivo leggere questa tendenza soltanto come conseguenza dell’afa nelle città e nelle località di pianura.
Dobbiamo prendere atto che il cambiamento climatico è ormai un fattore strutturale con cui il turismo e i territori sono chiamati a confrontarsi. Non si tratta più soltanto di reagire a singole emergenze, ma di comprenderne gli effetti e adeguare per tempo strategie, servizi e investimenti.
I numeri indicano, infatti, un cambiamento più profondo: tra il 2019 e il 2025, nei comuni italiani a vocazione turistica montana, gli arrivi sono cresciuti del 20,7% e le presenze del 17,6%. Oggi agosto pesa più di febbraio sul totale delle presenze annuali della montagna.
Per il Trentino questo fenomeno assume un significato particolare. La montagna rappresenta una parte fondamentale della nostra identità, ma anche della nostra economia. Una stagione estiva sempre più forte può diventare un’importante opportunità di sviluppo per un sistema composto non soltanto da strutture ricettive, ma anche da pubblici esercizi, commercio, servizi, artigianato e tante piccole imprese che mantengono vive le nostre comunità.
Dobbiamo però essere capaci di governare questa trasformazione.
Servono servizi adeguati, mobilità, infrastrutture, personale qualificato, politiche per la casa e una maggiore capacità di costruire esperienze e prodotti turistici che valorizzino i territori senza snaturarli.
È una direzione coerente con l’obiettivo che indichiamo da tempo: costruire un turismo capace di vivere 365 giorni l’anno. Non significa inseguire presenze sempre più numerose in ogni periodo, ma superare progressivamente la concentrazione dei flussi in poche settimane, ampliare il calendario delle opportunità e dare maggiore continuità al lavoro e all’attività delle imprese. La destagionalizzazione, se ben governata, può rendere il sistema turistico più solido, equilibrato e sostenibile.
Significa anche distribuire maggiormente queste opportunità sul territorio, coinvolgendo le valli e le comunità meno interessate dai grandi flussi. L’obiettivo non può essere quello di sovraccaricare ulteriormente le destinazioni già più frequentate, ma di valorizzare in modo diffuso le diverse identità e vocazioni del Trentino.
Questa nuova geografia della domanda turistica chiede a un territorio alpino come il nostro di assumersi una responsabilità: governare il cambiamento e trasformare questa tendenza in uno sviluppo duraturo, sostenibile e diffuso.
La montagna estiva non deve diventare semplicemente un’alternativa alla montagna invernale. Deve essere parte di un nuovo equilibrio turistico, capace di generare valore per le imprese e, nello stesso tempo, qualità della vita per chi in montagna vive e lavora tutto l’anno.
Mauro Paissan
Presidente Confesercenti del Trentino
Trento, 14 agosto 2026


