IDEE PER IL TRENTINO
Territorio come bene comune

Il Trentino non è una cartolina: è un luogo in cui si vive, si lavora, si cresce. Ogni scelta sul territorio, su una piazza, una via, un parcheggio, un alloggio, ha effetti che durano molto più a lungo di chi quella scelta l’ha presa.
Da dove parto
Il Trentino di oggi vive una stagione di pressioni che non aveva mai conosciuto insieme.
Il turismo cresce e cambia volto: gli alloggi a uso turistico in provincia sono ormai oltre 13.000, per più di 57.000 posti letto, e nella sola città di Trento se ne contano quasi 500.
È un fenomeno che porta ricchezza, ma che rischia anche di trasformare i nostri centri in luoghi di passaggio anziché di vita, dove gli affitti salgono e chi lavora fatica a trovare casa dove lavora.
Allo stesso tempo Trento subisce ogni giorno feriale circa 300.000 passaggi di veicoli: un dato enorme per una città di 120.000 abitanti. L’effetto è immediato, sull’accessibilità del centro, sul tempo che si perde a cercare parcheggio, sulla qualità dell’aria, sulla vivibilità delle strade.
Nelle valli, intanto, i paesi piccoli combattono ogni anno per non perdere servizi, esercizi, presidi.
Tutto questo non è un caso: è il segno che mancano scelte di sistema. Si è inseguita l’emergenza, raramente si è governata la trasformazione.
Cosa penso
Il territorio non può essere trattato come una somma di pratiche separate, turismo qui, casa là, traffico altrove. È un organismo: se tiri da una parte, l’equilibrio si sposta dall’altra.
Per questo le tre parole che mi guidano sono qualità, equilibrio, vivibilità.
Qualità del turismo, non solo quantità
Il Trentino ha tutto per attrarre un turismo consapevole: che si ferma più giorni, che spende nei territori, che cerca esperienze e non solo letti.
Per arrivarci serve professionalizzare l’offerta extralberghiera, anche contrastando con decisione l’abusivismo, che oggi pesa in modo intollerabile su chi rispetta le regole, e tutelare al tempo stesso la residenza ordinaria nei luoghi più visitati. Una valle che perde i suoi residenti è una valle che alla lunga perde anche i turisti.
Centri storici come spazi vivi, non quinte da cartolina
Un centro vive quando ha residenti, commercio di prossimità, eventi che hanno senso, decoro curato e manutenzione costante. Quando si svuota di abitanti diventa fragile: meno luci accese alla sera, meno presidio, meno ragioni per esserci.
È qui che si gioca la sicurezza percepita delle nostre città: non con risposte solo repressive, ma con la presenza ordinaria di chi vive e lavora nei luoghi. Una via animata è una via sicura. Una piazza illuminata, frequentata, con dehors aperti e gente che cammina, è il miglior investimento di sicurezza che un Comune possa fare.
Lo dice il buon senso. E lo confermano i confronti quotidiani con i gestori di bar e ristoranti, che oggi faticano a coprire i turni serali proprio per la combinazione di insicurezza percepita e difficoltà di parcheggio nelle ore notturne.
Mobilità per vivere il territorio, non per subirlo
Servono due orizzonti distinti e complementari.
Nel breve, un piano serio sui parcheggi che renda finalmente accessibili le città, a partire da Trento, riducendo il traffico parassitario di chi gira a vuoto cercando posto.
Nel medio-lungo periodo, un grande piano per una mobilità moderna e sostenibile, trasporto pubblico capillare, intermodalità, mobilità leggera, soluzioni intelligenti per le valli, che non sia uno slogan ma un programma con tempi, risorse e responsabilità chiare.
Cosa propongo
Servono scelte di prospettiva, non interventi tampone. Il mio impegno punta a portare nell’agenda politica trentina tre cambi di passo:
- Governance del turismo, qualità dell’offerta e tutela della residenza insieme, su regole chiare e controlli effettivi contro l’abusivismo
- Piano integrato per i centri storici, commercio, abitare, eventi, decoro, illuminazione e sicurezza in un’unica strategia, perché trattarli come problemi separati è la ragione per cui non se ne risolve nessuno
- Patto sulla mobilità, affrontare subito la questione parcheggi a Trento (ne va dell’accessibilità della città, del lavoro serale nei pubblici esercizi, della vivibilità per residenti e visitatori) e fissare i traguardi di una mobilità sostenibile entro orizzonti realistici
È tempo di scegliere. Di assumersi la responsabilità di decisioni che in qualche caso saranno scomode, ma che il Trentino non può più rinviare se vuole continuare a essere un luogo in cui valga la pena vivere, lavorare, tornare.
Il mio impegno in pratica
- Turismo di qualità e tutela della residenza nei luoghi più visitati, contro l’abusivismo extralberghiero
- Centri storici come spazi vivi: commercio, abitanti, eventi e decoro come politica unica
- Sicurezza urbana attraverso vivibilità: vie illuminate, frequentate, presidiate dalla normalità di chi le abita
- Piano parcheggi nel breve termine per restituire accessibilità alle città, a partire da Trento
- Mobilità sostenibile nel lungo periodo: moderna, intermodale, capillare
- Decisioni di sistema, non risposte all’emergenza