Trentino 2040: una visione da costruire insieme per il futuro del Trentino.

Ago 5, 2026 | autonomia, Blog, burocrazia e semplificazione, Commercio, Confesercenti, Turismo

Il piano “Trentino 2040” propone una strategia di lungo periodo per rafforzare competitività, innovazione e capitale umano. La sfida sarà trasformare questa visione in un progetto condiviso, capace di coinvolgere tutto il sistema economico e di rendere protagoniste anche le micro e piccole imprese del commercio, del turismo, dei pubblici esercizi e dei servizi.

di Mauro Paissan Presidente Confesercenti del Trentino
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Ci sono documenti che descrivono il presente e documenti che provano a costruire il futuro. Trentino 2040 appartiene certamente alla seconda categoria. È un lavoro articolato e ambizioso che affronta con coraggio alcune delle grandi trasformazioni che accompagneranno il nostro territorio nei prossimi quindici anni: innovazione tecnologica, capitale umano, transizione energetica, ricerca, credito, demografia e sostenibilità.

La scelta di ragionare in un orizzonte di lungo periodo è quella giusta.

Troppo spesso il dibattito pubblico è condizionato dall’urgenza del momento. Si rincorrono emergenze, si interviene sui singoli problemi e si perde la capacità di immaginare quale Trentino vogliamo costruire tra dieci o quindici anni. Governare il cambiamento significa invece anticiparlo, creando oggi le condizioni affinché il nostro territorio possa continuare a crescere mantenendo la propria identità.

Naturalmente non sarà semplice trasformare questa visione in realtà. Il piano si pone obiettivi molto sfidanti, dalla crescita del PIL del 40% entro il 2040 all’aumento del valore aggiunto per addetto, del reddito medio e della produttività. Traguardi che richiederanno uno sforzo straordinario dell’intero sistema trentino.

Alcuni di questi obiettivi possono apparire oggi particolarmente ambiziosi. Ma una strategia che guarda al 2040 non può limitarsi a gestire l’esistente: deve avere il coraggio di indicare una direzione verso cui il Trentino vuole andare. Le grandi trasformazioni non si realizzano inseguendo il minimo risultato possibile, ma costruendo una visione capace di mobilitare energie, investimenti e fiducia. L’importante sarà accompagnare questa ambizione con continuità amministrativa, capacità di investimento e con il coinvolgimento di istituzioni, imprese, autonomie locali, mondo della ricerca e parti sociali.

È esattamente il principio che Confesercenti aveva richiamato anche nel confronto sull’assestamento di bilancio provinciale: servono politiche che guardino oltre la legislatura e che accompagnino lo sviluppo senza lasciare indietro nessuno, valorizzando contemporaneamente innovazione, coesione sociale e caratteristiche distintive della nostra comunità.

Da questo punto di vista il documento individua alcune priorità pienamente condivisibili: investire nelle competenze, rafforzare il capitale umano, sostenere la ricerca, favorire il trasferimento tecnologico, affrontare il tema della casa, attrarre giovani talenti e costruire un ecosistema capace di generare maggiore produttività. Sono tutti fattori che determineranno la competitività del Trentino nei prossimi anni.

La competitività, infatti, non nasce soltanto dagli investimenti o dalla tecnologia. Nasce dalla capacità di trasformare innovazione, competenze e qualità del capitale umano in sviluppo diffuso, crescita delle imprese e benessere delle comunità.

La competitività del Trentino, però, non potrà essere misurata soltanto dalla crescita dei poli tecnologici o dall’attrazione di nuove imprese innovative. Dipenderà soprattutto dalla capacità di trasferire innovazione, competenze e produttività all’intero tessuto economico.

Il Trentino è una realtà nella quale il terziario rappresenta una componente fondamentale dell’economia provinciale. Commercio, turismo, pubblici esercizi e servizi costituiscono una rete diffusa di migliaia di micro e piccole imprese che garantiscono occupazione, presidio sociale, qualità della vita e attrattività territoriale. Sono loro che ogni giorno mantengono vivi i centri storici, i quartieri, i paesi e le valli, contribuendo in modo determinante alla coesione delle nostre comunità.

Per questo motivo il successo del progetto Trentino 2040 dipenderà anche dalla capacità di coinvolgere pienamente questo tessuto imprenditoriale.

Innovazione non significa soltanto laboratori, brevetti e grandi investimenti industriali. Significa anche aiutare un piccolo negozio a utilizzare l’intelligenza artificiale per conoscere meglio i propri clienti, consentire a una struttura ricettiva di migliorare l’organizzazione del lavoro, accompagnare un pubblico esercizio nella transizione energetica, rendere più efficienti i servizi alle persone e alle imprese, sostenere il ricambio generazionale e rafforzare la capacità manageriale degli imprenditori.

In altre parole, l’innovazione deve diventare accessibile.

Per questo sarà fondamentale che strumenti come digitalizzazione, intelligenza artificiale, credito, formazione ed efficientamento energetico siano progettati anche sulle esigenze delle micro e piccole imprese, con procedure semplici, interventi proporzionati e un forte accompagnamento consulenziale.

Accanto a questo, riteniamo indispensabile una strategia ancora più esplicita a favore del commercio di prossimità.

La vitalità economica di un territorio non dipende soltanto dai grandi investimenti. Dipende anche dalla presenza di attività commerciali, pubblici esercizi e servizi capaci di mantenere vive le comunità locali. Un negozio aperto, un bar, un ristorante o una piccola impresa di servizi rappresentano molto più di un’attività economica: sono luoghi di relazione, sicurezza, socialità e identità territoriale.

Difendere e rilanciare questa rete significa investire nella qualità della vita, nella coesione sociale e nella competitività complessiva del Trentino.

Un altro elemento che condividiamo è la forte attenzione dedicata al capitale umano.

Oggi la principale competizione tra i territori non riguarda soltanto gli investimenti, ma le persone. La disponibilità di competenze, la capacità di attrarre giovani, la possibilità di offrire percorsi professionali qualificati e condizioni di vita adeguate saranno il vero fattore competitivo dei prossimi anni.

Per questo innovazione e sviluppo devono procedere insieme alla qualità del lavoro, alla formazione continua, alla disponibilità di alloggi e a un contesto capace di trattenere talenti e favorire nuova imprenditorialità.

Come Confesercenti riteniamo che il documento rappresenti una base importante sulla quale costruire il confronto con il sistema economico, con le rappresentanze delle imprese e con tutte le parti sociali.

Una strategia di questa portata non può esaurirsi nella presentazione di un documento. Dovrà evolvere nel tempo e trovare piena attuazione attraverso il confronto permanente con chi ogni giorno vive il territorio, investe, crea occupazione e affronta concretamente le trasformazioni del mercato.

La direzione indicata è quella giusta.

Ora la vera sfida sarà passare dalla visione all’azione, facendo in modo che l’innovazione non rimanga concentrata nei poli più avanzati, ma raggiunga il tessuto diffuso delle micro e piccole imprese e diventi crescita, produttività e sviluppo per l’intero territorio.

Perché è proprio nelle migliaia di attività che animano le nostre città e le nostre valli che il Trentino costruisce ogni giorno la propria economia, la propria coesione sociale e la propria identità.

Se il progetto Trentino 2040 riuscirà davvero a mettere in connessione ricerca, innovazione, imprese, territori e comunità, allora non sarà soltanto un piano di sviluppo economico. Diventerà una visione condivisa di sviluppo, capace di trasformare l’innovazione in crescita, la competitività in opportunità e il talento delle persone in valore per l’intero territorio.

Mauro Paissan
Presidente Confesercenti del Trentino
Trento, 5 agosto 2026

 

 

 

 

 

 

 

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