Bando contro la desertificazione commerciale: un primo passo per tutto il Trentino

Ott 3, 2026 | autonomia, Blog, burocrazia e semplificazione, Commercio, Confesercenti, Turismo

Gli incentivi provinciali possono aiutare a riportare attività nei comuni più fragili. La sfida è creare le condizioni perché negozi e pubblici esercizi restino aperti, anche nelle città e nei centri principali.

Tra il 2019 e il 2025 il Trentino ha perso 565 attività commerciali: siamo passati da 4.419 a 3.854 punti vendita, con una riduzione del 12,8%. Secondo le elaborazioni di Confesercenti, a questa contrazione si accompagna una perdita stimata di 85 milioni di euro di ricchezza per il territorio. Sono numeri che descrivono un cambiamento economico, ma anche un cambiamento nella vita delle nostre comunità. Quando chiude un negozio, un quartiere, un centro storico o un paese perde un servizio, un luogo di relazione e una parte della propria capacità di attrarre persone.

Un sostegno alle aree più fragili

Per questo accogliamo positivamente il bando con cui la Provincia intende favorire nuovi insediamenti commerciali nelle aree a rischio di desertificazione. È giusto partire dai comuni più fragili: dove le attività sono poche, la perdita anche di un solo esercizio può pesare molto sulla vita quotidiana dei residenti. Il contributo all’investimento, che può arrivare al 70% in presenza delle premialità previste, può rendere possibile un progetto che altrimenti non partirebbe.

Perché la misura raggiunga anche le iniziative più piccole, chiediamo però di valutare una riduzione della soglia minima di investimento, oggi fissata per spese superiori a 25.000 euro. In un piccolo comune può bastare un intervento meno oneroso per riaprire un locale, aggiungere un servizio o riportare un punto di riferimento vicino alle persone. Sarà importante conoscere anche la dotazione complessiva del bando, capire quante domande potrà finanziare e valutare i risultati negli anni successivi.

Le cause di una crisi che riguarda valli e città

La desertificazione commerciale ha cause diverse. Le abitudini di acquisto cambiano e le grandi piattaforme online conquistano quote di mercato. Il digitale può offrire opportunità anche alle imprese locali, ma la competizione deve svolgersi in condizioni equilibrate. A questo si aggiungono costi di gestione e affitti, adempimenti, difficoltà nel trovare personale e nel garantire il ricambio generazionale. Nei centri meno popolati, poi, la domanda può essere troppo ridotta per sostenere da sola un’attività.

Nelle città e nei centri principali emerge anche il tema dell’accessibilità. A Trento, a Rovereto e nelle altre realtà del territorio, la possibilità di raggiungere agevolmente negozi e pubblici esercizi incide sulle scelte delle persone. Parcheggi e sosta breve, collegamenti con il trasporto pubblico, percorsi pedonali e spazi per il carico e scarico richiedono soluzioni coerenti con le caratteristiche di ogni centro. Rendere una città più vivibile significa anche permettere alle sue attività di lavorare e ai cittadini di utilizzare i servizi di prossimità.

Aprire un’attività e permetterle di restare

Un contributo può aiutare ad aprire, ma non basta a garantire che un’impresa resti sul territorio. La continuità dipende dalla presenza di clienti, da costi sostenibili, da procedure semplici e dalla capacità di adattare l’offerta ai bisogni di residenti e visitatori. Al sostegno ai nuovi insediamenti vanno affiancate misure per le attività già presenti, soprattutto quando garantiscono servizi che una comunità rischierebbe di perdere. Aiutare un’impresa a restare aperta è parte della stessa strategia che sostiene una nuova apertura.

La proposta di legge di iniziativa popolare promossa da Confesercenti nasce da questa esigenza. Prevede strumenti territoriali, misure fiscali, sostegno finanziario e semplificazione per favorire sia nuovi insediamenti sia la permanenza delle attività esistenti. Il bando provinciale e questa proposta possono rafforzarsi a vicenda: il primo interviene sugli investimenti in aree particolarmente vulnerabili; la seconda punta a una risposta più ampia e continuativa.

Una strategia per tutto il territorio

È positivo che la Provincia abbia iniziato ad affrontare il problema dalle zone più fragili. Ora occorre guardare anche ai quartieri, ai centri storici e alle vie commerciali dei comuni principali, dove la progressiva scomparsa dei negozi produce effetti altrettanto visibili. Il risultato da perseguire non è soltanto contare quante serrande si alzano grazie a un incentivo, ma verificare quante restano alzate e quali servizi continuano a offrire nel tempo.

Il commercio di prossimità è una componente della qualità della vita del Trentino. Difenderlo richiede una strategia condivisa tra Provincia, Comuni, imprese e associazioni: capace di partire dai territori più esposti e di dare, passo dopo passo, risposte all’intero territorio.

Mauro Paissan
Presidente Confesercenti del Trentino
Trento, 3 ottobre  2026

 

 

 

 

 

 

 

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