Piccole imprese in Trentino: formare e ri-formare per costruire il futuro

Ott 23, 2026 | autonomia, Blog, burocrazia e semplificazione, Commercio, Confesercenti, Turismo

l futuro delle piccole imprese in Trentino passa dalla conoscenza, dalla qualità del lavoro e dalla possibilità di dare continuità alle attività. Per costruirlo dobbiamo creare le condizioni perché un negozio resti aperto, un giovane trovi un’opportunità e un imprenditore possa preparare chi raccoglierà il suo testimone.

È il filo conduttore della mia relazione per l’Assemblea di Confesercenti del Trentino del 23 ottobre 2026, all’ITAS Forum di Trento, dedicata al tema “Formare e ri-formare. La conoscenza che forma e cambia l’impresa”.

Imparare in ogni fase della vita di un’impresa è ormai una necessità. Ma perché la formazione produca risultati, deve incontrare attività capaci di investire, persone motivate e un territorio che riconosca il valore economico e sociale del loro lavoro.

Il commercio di prossimità tiene vive le comunità

Un negozio, un bar o un servizio di vicinato contribuiscono ogni giorno alla qualità della vita. Consentono di fare acquisti vicino a casa, rendono frequentati i quartieri e attrattivi i centri storici, mantengono relazioni nei paesi.

Quando un’attività chiude, le conseguenze superano la perdita di un’impresa. Per una persona anziana può diventare difficile fare la spesa. Un paese può perdere un punto d’incontro. Una strada meno frequentata può diventare più fragile.

Anche il Trentino deve affrontare la desertificazione commerciale. La presenza di servizi nelle valli, nei piccoli comuni e nei quartieri richiede una responsabilità condivisa fra imprese, amministrazioni e comunità.

In questa direzione si colloca la proposta di legge nazionale di iniziativa popolare promossa da Confesercenti per la rigenerazione urbana del commercio e dei servizi di prossimità. Il suo significato è chiaro: riconoscere la funzione di queste attività e mettere a disposizione strumenti per sostenerne la permanenza, l’apertura e il rinnovamento.

Una legge provinciale per il commercio e i servizi di prossimità

La Provincia ha avviato interventi utili, dal sostegno ai multiservizi alle misure per favorire nuovi insediamenti nelle aree più fragili. Occorre ora dare a queste iniziative una cornice stabile e una direzione comune.

La proposta che rivolgo alla Provincia e al Consiglio provinciale è una legge per il commercio e i servizi di prossimità, con una regia unitaria, risorse pluriennali adeguate e obiettivi verificabili.

Le priorità sono concrete:

  • sostenere chi apre, rileva o mantiene un’attività nei territori più fragili;
  • recuperare i locali sfitti attraverso accordi fra Comuni, proprietari e imprese, favorendo canoni sostenibili;
  • accompagnare il ricambio generazionale, preparando per tempo il passaggio delle attività;
  • semplificare procedure e autorizzazioni, rendendole proporzionate alle dimensioni delle imprese;
  • verificare pubblicamente i risultati, misurando aperture, subentri e servizi restituiti ai territori.

Confesercenti del Trentino è pronta a contribuire alla costruzione di questa legge, insieme alle forze politiche, alle imprese e alle comunità locali.

L’autonomia può trovare qui un’applicazione concreta: usare le competenze e gli strumenti del Trentino per rispondere meglio ai bisogni delle persone.

Lavoro, giovani e donne al centro delle scelte

La continuità delle imprese dipende dalle persone. Per questo la qualità del lavoro deve occupare un posto centrale nelle nostre scelte.

Dobbiamo interrogarci sulle ragioni che spingono tanti giovani a cercare altrove il proprio futuro e sulle difficoltà di chi rimane, ma perde fiducia nella possibilità di trovare un percorso di studio o di lavoro.

Partire può essere un’esperienza preziosa. Il problema nasce quando tornare diventa una rinuncia alle proprie ambizioni, anziché una possibilità concreta di crescita. Allo stesso tempo, non possiamo accettare che chi vive qui smetta di cercare un’opportunità perché si sente escluso o scoraggiato.

Come imprenditori abbiamo una responsabilità precisa: riconoscere professionalità e merito, offrire percorsi di crescita e migliorare l’organizzazione del lavoro. La capacità di attrarre collaboratori passa anche dalla qualità della vita che un’impresa contribuisce a rendere possibile.

Questa attenzione è particolarmente importante per le giovani donne, sulle quali pesano ancora ostacoli all’ingresso e difficoltà di conciliazione fra lavoro e responsabilità familiari.

Alle istituzioni chiediamo servizi più accessibili, sostegno alla genitorialità, politiche capaci di raggiungere chi ha smesso di cercare lavoro e condizioni che rendano sostenibile costruire un progetto di vita in Trentino. Anche l’accesso alla casa e la semplicità nell’avviare un’impresa fanno parte di questa sfida.

Formazione per le piccole imprese e dialogo con l’Università

Guidare una piccola impresa richiede competenze sempre più ampie. Il titolare segue clienti, fornitori, collaboratori, conti e adempimenti. Deve decidere investimenti, comprendere nuovi strumenti e adattarsi a mercati che cambiano rapidamente.

Il tempo per aggiornarsi è spesso quello che rimane dopo la chiusura dell’attività. Per questo la formazione deve essere accessibile e vicina ai problemi che gli imprenditori affrontano ogni giorno.

“Ri-formare” significa permettere a chi è già al lavoro di aggiornare e integrare l’esperienza. “Formare” significa cominciare prima, quando una ragazza o un ragazzo sceglie il proprio percorso scolastico e professionale e può scoprire anche la possibilità di diventare imprenditore.

In questo percorso l’Università può svolgere un ruolo importante, insieme alla scuola e alla formazione professionale. La conoscenza deve circolare in entrambe le direzioni: dall’aula all’impresa e dall’impresa all’aula.

Le piccole attività hanno bisogno di ricerca, strumenti e competenze. Possono a loro volta offrire casi reali, soluzioni sperimentate e una conoscenza diretta dei cambiamenti nei consumi e nei territori.

La proposta è avvicinare maggiormente l’Ateneo trentino al mondo delle micro e piccole imprese, costruendo percorsi nei quali contenuti, linguaggi e tempi siano compatibili con la loro realtà.

Anche noi imprenditori dobbiamo essere disponibili a cambiare: mettere in discussione abitudini consolidate, dedicare tempo all’aggiornamento, accogliere i giovani nelle attività e portare nelle classi la nostra esperienza.

Il ricambio generazionale va preparato e finanziato

Un’attività sana può chiudere perché manca qualcuno in grado di proseguirla. Evitare questa perdita significa preservare competenze, occupazione, relazioni con i clienti e servizi per il territorio.

Il ricambio generazionale deve essere preparato quando c’è ancora tempo per trasferire conoscenze e costruire fiducia fra chi lascia e chi arriva.

La continuità può nascere in famiglia, attraverso un collaboratore o grazie a un giovane esterno che riconosce il potenziale di un’impresa esistente. Spesso, però, queste possibilità non si incontrano.

Un giovane può avere capacità e motivazione, ma non il capitale necessario. Un titolare può essere disposto a cedere, ma non sapere come individuare e accompagnare un successore.

Servono occasioni d’incontro, consulenza per valutare l’attività, formazione e affiancamento. Serve anche un credito capace di considerare la qualità del progetto e le sue prospettive, sostenuto da garanzie efficaci.

La continuità di un’impresa va accompagnata e finanziata. Deve diventare parte delle politiche con cui il Trentino sostiene il proprio tessuto economico.

Un nuovo patto fra le associazioni di categoria

Queste sfide richiedono una collaborazione più forte anche fra le rappresentanze economiche.

Per questo ho proposto un nuovo Patto fra le principali associazioni di categoria del Trentino: uno spazio di confronto e di proposte comuni fondato su rispetto reciproco, pari dignità, regole condivise e trasparenza nelle decisioni.

Confesercenti del Trentino è pronta a partecipare a questo percorso. La capacità di individuare obiettivi comuni può rendere più efficace il contributo delle associazioni alle scelte che riguardano imprese, lavoro e territorio.

Trentino 2040 deve raggiungere anche le imprese più piccole

Il percorso Trentino 2040 offre l’occasione di guardare oltre le urgenze quotidiane e le scadenze delle legislature. Per incidere sulla vita delle persone, questa visione deve tradursi in risorse, strumenti e risultati verificabili.

Chiediamo che trovino spazio esplicito il rilancio del commercio e dei servizi di prossimità, il lavoro dei giovani e delle donne, l’innovazione e la continuità delle imprese.

Chi guiderà nel 2040 le attività che oggi tengono vivi i nostri paesi e le nostre città? Qualcuno è già al lavoro, qualcuno è ancora a scuola, qualcuno vive all’estero e potrebbe tornare. Altri hanno bisogno di ritrovare fiducia nelle proprie possibilità.

A queste persone dobbiamo offrire percorsi chiari e condizioni concrete per riuscire.

Formare e ri-formare significa permettere all’esperienza di evolvere e alle nuove energie di trovare casa qui, in Trentino.

 

Mauro Paissan
Presidente Confesercenti del Trentino
Trento, 23 ottobre  2026

 

 

 

 

 

 

 

 

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