La proposta avanzata dalla CISL pone questioni reali e urgenti, sulle quali esistono ampi spazi di convergenza. Casa, giovani, salari, qualità del lavoro e uso responsabile dell’autonomia non riguardano soltanto i lavoratori o le imprese: riguardano la capacità del Trentino di continuare a essere un territorio attrattivo, competitivo e socialmente coeso.
Condividiamo la necessità di costruire un confronto vero tra istituzioni, rappresentanze economiche e parti sociali. Nessuno può affrontare da solo problemi ormai strutturali. Le imprese faticano a trovare persone e competenze, mentre molti giovani non riescono a costruire qui un progetto di vita a causa della precarietà, del costo della casa e di retribuzioni che non sempre tengono il passo con il costo della vita.
In questo percorso, occorre valorizzare anche il progetto Trentino 2040 promosso dall’assessore provinciale Achille Spinelli: È un progetto ambizioso, che ha il merito di guardare oltre le urgenze quotidiane e di proporre una visione di lungo periodo per lo sviluppo del territorio. Rappresenta una base positiva dalla quale partire e sulla quale far convergere il confronto tra istituzioni, parti sociali, imprese, mondo della ricerca e comunità. La nuova agenda proposta dalla CISL non deve essere considerata alternativa a Trentino 2040, ma può contribuire ad arricchirne i contenuti e a tradurne la visione in un piano attuativo condiviso, con priorità, risorse, responsabilità e tempi definiti».
Il tema salariale deve essere affrontato insieme a quello della produttività e della solidità delle imprese: «Per aumentare stabilmente i salari è necessario creare maggiore valore, investendo in formazione, innovazione, organizzazione del lavoro e crescita dimensionale. Occorre però anche ridurre quei costi improduttivi, a partire dalla burocrazia e dall’energia, che sottraggono risorse agli investimenti e alla remunerazione del lavoro, soprattutto nelle micro e piccole imprese».
Particolare attenzione deve essere riservata alle nuove generazioni: Ogni giovane che parte è un investimento formativo perso e un pezzo di futuro costruito altrove. La questione non riguarda solamente l’occupazione, ma anche il ricambio imprenditoriale. Senza giovani disposti a lavorare, innovare e assumersi la responsabilità di fare impresa, rischiamo di perdere attività, servizi e presìdi indispensabili per le nostre comunità.
L’autonomia speciale deve diventare uno strumento concreto per intervenire sulla casa, sulle politiche attive del lavoro, sulla formazione e sulla semplificazione. Accogliamo quindi l’invito della CISL a sederci attorno a un tavolo. Trentino 2040 può rappresentare la cornice strategica entro la quale costruire questo lavoro comune, facendo convergere le diverse proposte in un piano operativo. Il Trentino dispone delle competenze e delle risorse per farlo: ora servono scelte condivise, responsabilità chiare e la capacità di trasformare la visione in azioni».
Mauro Paissan
Presidente Confesercenti del Trentino
Trento, 10 settembre 2026




