L’economia tiene, ma la crescita resta troppo debole. Ora serve accelerare su produttività, capitale umano, giovani e donne, innovazione e competitività delle piccole imprese.
di Mauro Paissan Presidente Confesercenti del Trentino
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I dati sul PIL trentino confermano una situazione che osserviamo ormai da tempo: la nostra economia tiene, ma cresce troppo poco. Un aumento reale dello 0,5% non è un dato negativo in assoluto, ma è insufficiente rispetto alle trasformazioni che il nostro sistema economico deve affrontare e alle potenzialità di un territorio come il Trentino.
Va certamente valutato positivamente il contributo dei consumi e, ancora una volta, la capacità del turismo di sostenere una parte importante della nostra economia. Ma proprio questo dato deve indurci a guardare con attenzione ciò che accade negli altri comparti. La difficoltà dell’industria, dell’agricoltura e dell’export e la crescita contenuta dei servizi ci dicono che manca ancora una dinamica sufficientemente diffusa.
Per le imprese del terziario, inoltre, il dato del PIL racconta soltanto una parte della realtà. Le famiglie continuano a confrontarsi con un costo della vita elevato e mantengono comportamenti di spesa prudenti; contemporaneamente le imprese devono sostenere costi crescenti, difficoltà nel reperimento del personale e margini sempre più compressi. Per questo mezzo punto di crescita rischia di essere quasi impercettibile nell’economia quotidiana.
Non credo serva leggere questi numeri con allarmismo. Serve però prenderli sul serio. Il rischio maggiore sarebbe abituarci a considerare normale una crescita strutturalmente così debole.
Il Trentino dispone di risorse, competenze e strumenti di Autonomia che pochi altri territori possono utilizzare. Dobbiamo impiegarli sempre più per aumentare la produttività dell’intero sistema economico, comprese le migliaia di micro e piccole imprese del commercio, del turismo e dei servizi che costituiscono una parte fondamentale della nostra economia e delle nostre comunità.
Gli investimenti pubblici e le infrastrutture restano essenziali, ma da soli non bastano. Occorre investire con altrettanta determinazione nelle infrastrutture della competitività: capitale umano, formazione, innovazione e digitalizzazione delle piccole imprese, semplificazione, politiche per la casa, giovani e donne, attrattività del lavoro e ricambio generazionale.
L’obiettivo non è semplicemente aggiungere qualche decimale al PIL. È creare le condizioni perché la crescita torni a essere più robusta, diffusa e percepibile dalle imprese e dalle famiglie. È su questo terreno che dobbiamo misurare le politiche economiche dei prossimi anni.
Mauro Paissan
Presidente Confesercenti del Trentino
Trento, 21 agosto 2026



