Dal quadro nazionale un segnale positivo per pubblici esercizi e negozi. In Trentino l’occasione è anche una leva per valorizzare commercio locale, turismo e benessere.
San Valentino non è solo una ricorrenza simbolica. È anche un indicatore economico.
I dati dell’indagine Confesercenti–Ipsos fotografano un Paese che, pur dentro una fase di consumi prudenti, non rinuncia ai momenti che rafforzano le relazioni. Il 58% degli italiani prevede di celebrare la festa degli innamorati e la spesa media stimata è di circa 152 euro a persona, per un giro d’affari complessivo che supera i 350 milioni di euro.
Non si tratta di un dettaglio. In un contesto in cui i consumi restano fragili e il potere d’acquisto delle famiglie continua a essere sotto pressione, il fatto che una ricorrenza come San Valentino attivi una domanda diffusa rappresenta un segnale importante per la rete dei pubblici esercizi, per i fioristi, per le gioiellerie, per i negozi di abbigliamento e per tutte quelle attività che intercettano la dimensione più concreta della festa.
Colpisce un elemento in particolare: quando la ricorrenza cade di sabato, come quest’anno, cresce la propensione a vivere l’esperienza in modo pieno. Il 38% sceglierà una cena o un pranzo romantico, il 32% acquisterà un regalo, il 16% opterà per un omaggio floreale, il 12% per un breve viaggio o un’escursione. La dimensione esperienziale prevale, ma resta forte il legame con i beni simbolici tradizionali: profumi e cioccolatini guidano la classifica, seguiti da abbigliamento e gioielli, con una crescita interessante delle proposte legate al benessere, come terme e SPA.
È un dato che parla chiaro.
Le persone cercano momenti di qualità, relazioni autentiche, esperienze condivise. E quando scelgono di farlo, spesso si rivolgono alla rete del commercio e dei servizi di prossimità.
Questo è il punto.
Perché dietro i numeri di una festa c’è una dinamica economica che riguarda la tenuta del tessuto urbano. Ogni cena prenotata in un ristorante, ogni mazzo di fiori acquistato in un negozio sotto casa, ogni piccolo regalo scelto in una boutique di quartiere è anche un investimento nella vitalità delle nostre città.
In Trentino questo aspetto assume un valore ancora più evidente.
Qui il commercio di prossimità non è soltanto distribuzione. È presidio sociale, è identità dei centri storici, è equilibrio tra economia e comunità. Nei nostri borghi e nelle nostre vallate, il negozio, il pubblico esercizio, la piccola attività artigianale sono parte integrante del paesaggio e della qualità della vita.
San Valentino diventa allora un’occasione per riflettere su un modello di consumo che non è soltanto quantitativo, ma qualitativo. Una cena in un ristorante del territorio significa sostenere occupazione locale. Un weekend in una struttura ricettiva trentina significa alimentare una filiera che coinvolge produttori, servizi, commercio, trasporti. Un ingresso in una SPA o in un centro benessere valorizza un’offerta che in Trentino ha standard elevati e una forte connessione con il turismo montano.
In una fase in cui la crescita economica è ancora incerta e i consumi restano selettivi, queste occasioni rappresentano piccole ma significative iniezioni di fiducia.
Non risolvono i problemi strutturali del commercio.
Non compensano la contrazione dei volumi che registriamo da anni.
Ma dimostrano che esiste una domanda pronta ad attivarsi quando si intercettano bisogni reali: relazione, esperienza, qualità.
Per questo, come Confesercenti del Trentino, riteniamo fondamentale continuare a lavorare su tre direttrici: sostenere il potere d’acquisto delle famiglie, rafforzare la competitività delle micro e piccole imprese, valorizzare il commercio come infrastruttura sociale dei territori.
Le feste passano.
Le comunità restano.
E la qualità della nostra economia dipende anche dalle scelte quotidiane, da dove decidiamo di cenare, di acquistare un regalo, di vivere un momento speciale.
San Valentino, in fondo, ci ricorda proprio questo: dietro ogni gesto c’è una relazione. E dietro ogni relazione economica c’è un pezzo di territorio che può crescere, se scegliamo di sostenerlo.
Mauro Paissan
Presidente Confesercenti del Trentino


