Sicurezza digitale, il nuovo presidio di ogni impresa.
Gli attacchi informatici agli impianti frigoriferi di supermercati e pubblici esercizi, arrivati anche in Trentino, sono solo l’episodio più visibile di un fenomeno molto più ampio. Oggi qualsiasi impresa, di qualsiasi settore e dimensione, ha una parte della propria attività in rete.
Proteggerla è diventato parte del mestiere.
Nei giorni scorsi è successo qualcosa che fino a poco tempo fa avremmo considerato improbabile. Durante la notte, a distanza, qualcuno è entrato nei sistemi che gestiscono le celle frigorifere di centinaia di supermercati in tutta Europa e ha alzato le temperature fino a 50 gradi. Al mattino il personale ha trovato banchi e congelatori trasformati in forni e merce da buttare. Anche il Trentino è stato colpito: due supermercati, uno in Valsugana e uno alle porte di Trento, e anche un bar.
La notizia ha colpito per la sua stranezza. Ma sarebbe un errore archiviarla come un caso curioso, o come un problema che riguarda soltanto la grande distribuzione. Quei frigoriferi ci dicono qualcosa che vale per tutte le imprese: ciò che è collegato alla rete può essere raggiunto, e ciò che può essere raggiunto va protetto.
Un fenomeno che riguarda tutti
I numeri lo confermano. Secondo il Rapporto Clusit 2026, nel 2025 gli attacchi informatici gravi in Italia sono cresciuti del 42% rispetto all’anno precedente. Il nostro Paese ha subito quasi un incidente grave su dieci tra quelli registrati nel mondo. Nel settore del commercio gli attacchi sono quasi raddoppiati.
Anche il nostro territorio non ne è immune. In queste settimane due RSA trentine hanno subito attacchi informatici con richiesta di riscatto. Ogni anno in Trentino si contano centinaia di denunce per truffe e frodi online.
Il punto è che la tecnologia è ormai entrata in ogni attività. Basta pensare a una giornata qualunque in un’impresa. Il negozio ha la cassa collegata, il POS, le telecamere, il gestionale del magazzino. L’albergo raccoglie prenotazioni e dati degli ospiti. Il ristorante riceve ordini e recensioni online. L’agenzia lavora con la posta elettronica e i documenti in cloud. L’artigiano emette fatture elettroniche e ha un sito che lo fa trovare dai clienti. Ognuno di questi strumenti è un vantaggio, e ognuno, se non viene protetto, è anche un punto di accesso.
Le minacce più diffuse
Conoscere i rischi è il primo passo per affrontarli senza allarmismi. Per le micro, piccole e medie imprese, i pericoli più frequenti sono questi:
- ransomware: programmi che bloccano computer, server e archivi e chiedono un riscatto per restituirli. Possono fermare un’attività per giorni e mettere a rischio dati che non si possono ricostruire;
- phishing e truffe via e-mail: messaggi che sembrano arrivare dalla banca, da un fornitore o da un corriere e che servono a rubare password o a far pagare fatture false. È la porta d’ingresso più comune, e l’intelligenza artificiale rende questi messaggi sempre più credibili;
- furto di credenziali: una password debole o riutilizzata può aprire la posta aziendale, il conto online o il gestionale;
- attacchi ai siti web e agli e-commerce: siti bloccati, modificati o usati per sottrarre i dati dei clienti, spesso a causa di piattaforme e componenti non aggiornati;
- attacchi ai dispositivi collegati: telecamere, router, sistemi di allarme, impianti di climatizzazione e di refrigerazione. Sono gli oggetti che installiamo e poi dimentichichiamo, ed è proprio per questo che sono vulnerabili;
- reti non separate: un unico wi-fi per clienti, cassa e computer dell’ufficio significa che un solo punto debole espone tutto il resto.
Le conseguenze non sono soltanto tecniche. Un attacco può fermare l’attività, generare perdite economiche, compromettere i dati personali dei clienti, con le relative responsabilità previste dalla normativa sulla privacy, e intaccare la fiducia che un’impresa ha costruito negli anni.
Il digitale resta la strada giusta
Non dobbiamo leggere tutto questo come un argomento contro l’innovazione. Il controllo a distanza degli impianti, i pagamenti elettronici, la vendita online, le prenotazioni digitali e la gestione in cloud sono strumenti preziosi. Fanno risparmiare tempo ed energia e rendono le nostre imprese più efficienti e competitive. Continueremo a sostenerne l’adozione, perché un commercio che non innova è un commercio che si indebolisce.
Ma ogni dispositivo collegato è anche una porta, e ogni porta va chiusa a chiave. Kussai Shahin, direttore generale di Trentino Digitale, l’ha riassunto così: «Abbiamo costruito una società ricca di servizi, ma anche fragile dal punto di vista della sicurezza». Innovazione e sicurezza devono crescere insieme, alla stessa velocità.
La sicurezza come parte della gestione d’impresa
Ogni imprenditore sa che la sicurezza fa parte del mestiere. Assicuriamo il locale, installiamo l’allarme, facciamo verificare gli impianti elettrici e antincendio. Lo facciamo non per paura, ma perché proteggere ciò che abbiamo costruito è parte del buon governo di un’attività.
La sicurezza digitale va pensata allo stesso modo: non come un adempimento tecnico o un costo in più, ma come una componente ordinaria della gestione, da programmare e verificare nel tempo. Gli episodi di queste settimane lo dimostrano. Spesso chi attacca non usa tecniche sofisticate: sfrutta un accesso rimasto aperto, un software non aggiornato, una password troppo semplice. La buona notizia è che proprio su questi aspetti si può intervenire in modo efficace.
Affidarsi a professionisti: un investimento, non una spesa
Le piccole e micro imprese non hanno, per loro natura, un reparto informatico interno: la loro forza è la vicinanza al cliente, non la struttura. Nessuno chiede a un commerciante, a un albergatore o a un ristoratore di diventare esperto di reti informatiche, così come nessuno gli chiede di essere elettricista o idraulico. Gli chiediamo di saper scegliere i professionisti giusti.
Per questo credo sia arrivato il momento di considerare il consulente IT una figura stabile accanto all’impresa, come lo sono già il commercialista, il consulente del lavoro o il tecnico degli impianti. Un professionista della sicurezza informatica può accompagnare l’imprenditore in un percorso concreto:
- fotografare la situazione, con un inventario di computer, server, dispositivi collegati, account, siti web e servizi online, spesso più numerosi di quanto si pensi;
- valutare i rischi in modo proporzionato alla dimensione e all’attività dell’impresa, senza soluzioni sovradimensionate;
- proteggere gli accessi, con password robuste, autenticazione a più fattori e collegamenti remoti sicuri;
- separare le reti, tenendo distinti la gestione amministrativa, gli impianti e il wi-fi offerto ai clienti;
- mantenere aggiornati sistemi e dispositivi, e pianificare la sostituzione di quelli non più supportati dal produttore;
- installare strumenti di protezione adeguati: firewall, antivirus di nuova generazione, filtri per la posta elettronica;
- curare la sicurezza del sito web e dell’e-commerce, con aggiornamenti regolari, connessioni protette e controlli periodici;
- organizzare backup affidabili, con copie dei dati conservate separatamente e verificate, perché sono la prima difesa contro un ransomware;
- predisporre un piano di intervento, per sapere in anticipo chi chiamare e cosa fare se qualcosa va storto, compresa la segnalazione alle autorità competenti;
- formare titolari e collaboratori, perché anche la tecnologia più protetta dipende dalle persone che la usano ogni giorno.
È importante che questo lavoro avvenga in dialogo con chi già segue l’impresa: installatori, manutentori, fornitori di software e chi ha realizzato il sito. Dalla collaborazione tra queste competenze nasce una protezione davvero efficace. A questo percorso si può affiancare anche una polizza assicurativa contro i rischi informatici, che oggi molte compagnie offrono anche alle piccole imprese.
Il costo di questi interventi va messo a confronto con quello di una settimana di attività ferma, di dati persi o di clienti che non si fidano più. Visto così, è un investimento nella continuità dell’impresa.
Un lavoro di sistema, per il Trentino
Il Trentino ha in materia di sicurezza informatica un patrimonio di competenze che pochi territori possono vantare: Trentino Digitale, il Centro operativo per la sicurezza cibernetica della Polizia postale, l’Università di Trento, la Fondazione Bruno Kessler. È una ricchezza che deve arrivare fino alle micro e piccole imprese del commercio, del turismo e dei servizi, cioè le realtà che più di altre hanno bisogno di strumenti semplici, accessibili e su misura.
Confesercenti del Trentino è pronta a fare la propria parte: informare gli associati, accompagnarli nella scelta di professionisti qualificati e costruire, insieme alle istituzioni e agli enti del territorio, percorsi di formazione e supporto pensati per le piccole imprese. Crediamo anche che valga la pena di ragionare su forme di sostegno che rendano più facile, per chi ha poche risorse, affrontare questi investimenti.
Abitare il futuro con fiducia
Per anni abbiamo pensato alla sicurezza delle imprese in termini di vetrine, serrande, allarmi e strade illuminate. Sono temi che restano centrali, e su cui continueremo a impegnarci. Oggi però dobbiamo aggiungere un capitolo nuovo.
Non si tratta di avere paura del digitale, ma di imparare ad abitarlo con consapevolezza. Le imprese che sapranno coniugare innovazione e sicurezza saranno le più solide, le più credibili agli occhi dei clienti e le più pronte ad affrontare il futuro.
Mauro Paissan
Presidente Confesercenti del Trentino
Trento, 4 novembre 2026




