Trentino 2040, visione alta e ambiziosa. Ora la sfida è tradurla in scelte operative concrete per tutto il sistema economico
La sintesi del Piano “Prospettiva Trentino 2040” segna un passaggio importante per il futuro economico del territorio.
Non siamo più di fronte a un semplice piano industriale di legislatura. Siamo davanti a un framework strategico di lungo periodo che definisce il Trentino come “Knowledge-Based Sustainable Territory”, con l’ambizione di diventare un Hub Alpino Europeo della conoscenza, della sostenibilità e dell’innovazione.
È una visione alta. Ambiziosa. Ed è giusto che lo sia. I territori che non alzano lo sguardo restano fermi.
Il documento individua direttrici chiare: autonomia tecnologica, resilienza energetica, sovranità del dato, convergenza tra scienze della vita e intelligenza artificiale, rafforzamento del sistema del credito come leva di innovazione, capitale umano come infrastruttura strategica.
La centralità della ricerca, il ruolo dell’Innovation Corridor Rovereto–Trento, il Data Sovereignty Cloud territoriale, la leva finanziaria e assicurativa come motore attivo di sviluppo collocano il Trentino in una prospettiva pienamente europea. L’impianto è coerente con le grandi transizioni energetiche, digitali e demografiche che stanno ridefinendo l’Europa.
Tuttavia, la qualità di una visione si misura nella sua capacità di includere l’intero sistema economico e di trasformarsi in politiche attuabili, misurabili e verificabili nel tempo.
Il Trentino non è fatto solo di poli deep tech e di manifattura avanzata. È composto in larga parte da micro, piccole e medie imprese, dove commercio, turismo, servizi e artigianato rappresentano l’ossatura dell’economia reale. È un’economia diffusa, urbana e di valle, che tiene insieme competitività e coesione sociale, presidio territoriale e qualità della vita.
Il terziario non è soltanto una componente numerica del sistema economico. È un’infrastruttura funzionale dell’attrattività territoriale. Senza servizi efficienti, commercio vivo, turismo competitivo e imprese radicate nei territori, anche l’innovazione più avanzata fatica a generare valore stabile e condiviso.
Nel piano le PMI sono correttamente riconosciute come “nodi vitali delle filiere territoriali”. È un passaggio importante.
Ora serve un salto ulteriore: la traduzione operativa, con strumenti chiari, accessibili e misurabili. Servono indicatori di avanzamento, tempi definiti e meccanismi di verifica trasparente dei risultati. La credibilità di un piano strategico si costruisce sulla capacità di dimostrare l’impatto reale delle scelte adottate.
Le imprese chiedono strumenti concreti per innovare, percorsi ESG sostenibili anche per le piccole realtà e non burocratici, un sistema del credito che premi davvero chi investe e si assume responsabilità. Chiedono stabilità energetica, costi prevedibili, regole chiare. E chiedono una strategia sull’abitare che renda credibile l’attrazione di lavoratori, giovani famiglie e competenze qualificate.
Il “Pacchetto Vita” delineato nel piano è un’intuizione corretta: welfare, salari, abitare e qualità dei servizi sono fattori economici fondamentali. Senza questo pilastro, l’eccellenza scientifica rischia di trasformarsi in una piattaforma formativa che alimenta altri territori.
Il Trentino ha le condizioni per essere un laboratorio avanzato in Europa: università, ricerca, sistema cooperativo, credito territoriale, cultura dell’autonomia.
Ma deve evitare un rischio concreto: che la strategia resti concentrata sui vertici dell’innovazione senza irradiare benefici reali e misurabili sul tessuto diffuso delle imprese.
La sfida del 2040 non è solo tecnologica. È produttiva, territoriale e sociale.
Significa tenere insieme industria e terziario, innovazione e prossimità, crescita e coesione.
Confesercenti del Trentino è pronta a contribuire a questo percorso. Le imprese del terziario chiedono stabilità normativa, semplificazione amministrativa, accesso reale agli strumenti, attenzione anche alle piccole imprese e tempi certi di attuazione.
Il 2040 può sembrare lontano. In realtà è già iniziato.
La credibilità del piano non si misurerà nei documenti, ma nella capacità di trasformare la visione in scelte operative concrete per tutto il sistema economico già nei prossimi mesi.
Mauro Paissan
Presidente Confesercenti del Trentino


