Il tema della sicurezza non sia terreno di scontro politico, ma un impegno condiviso. Dove cresce il degrado, le attività chiudono e la città si svuota.
I gravi fatti avvenuti nei giorni scorsi nel centro di Trento, con una violenta rissa e colpi d’arma da fuoco all’interno di una tabaccheria in via Santa Croce, riportano con forza il tema della sicurezza al centro dell’attenzione. Un episodio che ha generato paura tra cittadini ed esercenti e che, per dinamica e contesto, non può essere sottovalutato.
Si tratta di un fatto che si aggiunge ad altri episodi recenti, come quelli avvenuti al Liber Café, e che richiama un periodo in cui, purtroppo, la sicurezza era tornata ad essere una preoccupazione costante per cittadini, imprenditori e lavoratori.
A chi ogni giorno alza la serranda non si può chiedere anche di svolgere il lavoro delle forze dell’ordine o dei servizi sociali. Chi lavora deve poterlo fare in condizioni di sicurezza e serenità. È una condizione minima, non una richiesta straordinaria.
La sicurezza urbana non riguarda solo l’ordine pubblico. Riguarda la qualità della vita e la tenuta dell’economia urbana. Dove aumenta il degrado, diminuisce la presenza delle persone, calano i clienti e le attività si indeboliscono. È un circolo che va interrotto prima che diventi strutturale.
Quando chiudono negozi e pubblici esercizi, la città perde vitalità e diventa più fragile. Il commercio, i bar, i ristoranti, le botteghe artigiane e i servizi non sono solo economia: sono presidi quotidiani di comunità e sicurezza.
Per questo la sicurezza deve diventare una priorità stabile, non ciclica e non legata all’emotività del momento. Servono più presidio del territorio, illuminazione, cura degli spazi pubblici e attenzione alle aree più sensibili. Accanto a questo, sono necessarie politiche sociali e di integrazione capaci di prevenire marginalità e tensioni.
In questa direzione va colta anche la disponibilità espressa in queste ore da Ilaria Goio, capogruppo di Fratelli d’Italia in Consiglio comunale, e dal sindaco Franco Ianeselli a costruire un protocollo condiviso sulla sicurezza. Ed è altrettanto significativo che il vicepresidente della Provincia Achille Spinelli abbia richiamato, accanto alla necessaria fermezza verso chi delinque, anche il valore di percorsi seri di integrazione e inserimento lavorativo per chi vuole rispettare le regole. È da questo equilibrio, tra collaborazione istituzionale, presidio del territorio, legalità e integrazione, che può nascere una risposta più credibile e più forte per la città.
In questo quadro è necessario ribadire un punto con chiarezza: serve un intervento legislativo più netto e incisivo. I reati contro le attività commerciali non possono essere considerati episodi minori. Non si tratta solo di furti, ma di spaccate, aggressioni e vandalismi che producono danni economici rilevanti e, soprattutto, erodono la fiducia nelle nostre città.
Occorre rafforzare la risposta normativa e giudiziaria, rendendola più rapida e certa. Perché la sicurezza non è un principio astratto, ma una condizione concreta per lavorare, investire e tenere vivi i territori. Chi delinque deve sapere che esistono conseguenze chiare e proporzionate.
Allo stesso tempo, accanto a una risposta ferma sul piano della legalità, serve un progetto serio di medio e lungo periodo sull’integrazione. Un’integrazione reale, che passi dal lavoro, dalla formazione, dalla conoscenza della lingua e dalla partecipazione alla vita della comunità.
Deve essere altrettanto chiaro un principio: chi vive nel nostro territorio è chiamato a rispettarne le regole. È da questo equilibrio tra diritti e doveri che nasce una convivenza solida, capace di garantire sicurezza, coesione sociale e sviluppo economico.
Le città vivono se sono vissute. Per esserlo devono essere sicure, ordinate, frequentate.
La sicurezza non è né di destra né di sinistra, è una condizione essenziale per la vita economica, sociale e civile di un territorio.
Difendere chi lavora e tiene aperti i servizi di una città significa difendere la città stessa.
Mauro Paissan
Presidente Confesercenti del Trentino



