Il commercio urbano a Trento sta vivendo una fase di trasformazione profonda, tra chiusure storiche e nuove aperture nella ristorazione. Serve equilibrio tra commercio, servizi e pubblici esercizi per mantenere viva la città.
L’ennesima chiusura di un negozio storico, come Mercerie Centro, non è soltanto la cessazione di un’attività economica. È anche la perdita di un presidio urbano, di una relazione quotidiana con la comunità, di un pezzo dell’identità commerciale della città.
Il tessuto economico delle città è per sua natura dinamico. Tuttavia, quando il saldo tra aperture e chiusure resta negativo per più anni consecutivi non si tratta più di una semplice trasformazione. È il segnale di una progressiva emorragia del commercio tradizionale, un fenomeno che merita di essere osservato con attenzione.
Negli ultimi anni, anche a Trento, si registra con evidenza una crescita delle aperture nel settore della ristorazione e dei pubblici esercizi. È una dinamica che riflette cambiamenti profondi nei consumi e negli stili di vita: cresce il valore attribuito all’esperienza, alla socialità, alla fruizione del tempo libero. Non è un fenomeno locale, ma una tendenza che riguarda molte città italiane ed europee.
Il punto, tuttavia, non è stabilire se un settore debba sostituirne un altro. Al contrario, il tema vero è l’equilibrio complessivo del sistema urbano.
Una città è viva quando riesce a mantenere una pluralità di funzioni: commercio di prossimità, servizi, pubblici esercizi, artigianato, attività professionali. Quando questo equilibrio si indebolisce e alcune funzioni scompaiono progressivamente, il rischio è quello di un’omologazione degli spazi urbani e, nel medio periodo, di un impoverimento dell’attrattività della città e del territorio nel suo insieme.
Senza commercio di prossimità, il centro perde identità e vita.
Per questo la questione non riguarda soltanto le singole imprese che aprono o chiudono. Riguarda il modello di città che vogliamo costruire nei prossimi anni.
Le città si costruiscono con equilibrio e visione.
In questa prospettiva, le dinamiche economiche possono essere accompagnate con politiche urbane consapevoli: accessibilità dei centri storici, sostenibilità dei canoni di locazione, equilibrio tra diverse tipologie di attività, strumenti che favoriscano l’ingresso di nuove imprese senza perdere quelle che rappresentano una parte importante della storia commerciale del territorio.
Trento ha ancora un tessuto economico vitale e una buona capacità di attrazione. Proprio per questo è importante leggere con lucidità questi segnali e lavorare perché il centro storico continui a essere un luogo vivo, plurale, capace di tenere insieme economia, comunità e qualità urbana.
Una città che perde il suo commercio di prossimità perde anche una parte della propria identità. Difendere l’equilibrio delle funzioni urbane significa difendere la qualità della vita della comunità.
Mauro Paissan
Presidente Confesercenti del Trentino


