Assestamento di bilancio: il Trentino investa anche nelle infrastrutture della competitività

Lug 10, 2026 | autonomia, Blog, burocrazia e semplificazione, Commercio, Confesercenti, Turismo

Le opere pubbliche sono fondamentali, ma per costruire il futuro servono investimenti altrettanto forti su capitale umano, casa, lavoro, giovani, donne, innovazione e sviluppo diffuso dei territori.

L’assestamento di bilancio della Provincia autonoma di Trento arriva in una fase delicata per l’economia provinciale.

Una crescita del PIL attorno allo 0,5% descrive un sistema che continua a produrre valore, ma con un ritmo ormai insufficiente per sostenere gli investimenti, rafforzare la competitività delle imprese e alimentare maggiore fiducia nel futuro.

La manovra mette in campo risorse importanti, oltre 599 milioni di euro, concentrandole soprattutto sugli investimenti pubblici e sulle infrastrutture. È una scelta che comprendiamo e che, in una fase di rallentamento economico, può svolgere una fondamentale funzione anticiclica, sostenendo l’economia e contribuendo alla modernizzazione del territorio.

Ma proprio da questa valutazione nasce la riflessione che, come Confesercenti del Trentino, abbiamo portato in Prima Commissione del Consiglio provinciale.

Accanto agli investimenti nelle opere pubbliche, riteniamo necessaria una strategia altrettanto forte sulle infrastrutture della competitività: le persone, ovvero capitale umano, formazione e lavoro; l’innovazione, ovvero digitale, produttività e semplificazione; le condizioni per restare e costruire il proprio futuro in Trentino, ovvero la casa, l’attrattività e il ricambio generazionale.

Perché il problema che abbiamo davanti non è soltanto congiunturale. È strutturale.

Fare impresa, soprattutto per le micro e piccole attività, sta diventando ogni anno più difficile. La desertificazione commerciale non è più un rischio da prevenire, ma un processo già in atto, che impoverisce i centri storici, riduce i servizi di prossimità e indebolisce progressivamente la coesione delle nostre comunità.

Dietro questo fenomeno vi sono condizioni molto concrete.

La prima ha un nome preciso: la casa.

La difficoltà di trovare un’abitazione accessibile ha smesso di essere soltanto una questione sociale ed è diventata uno dei principali vincoli allo sviluppo economico. Senza risposte concrete sulla residenzialità, il Trentino rischia di perdere lavoratori, competenze e capacità di attrarre nuove professionalità.

A questa criticità si affianca il paradosso del lavoro: livelli di occupazione elevati e, allo stesso tempo, imprese che faticano a trovare personale. Una contraddizione che non può essere affrontata soltanto rispondendo alle emergenze, ma richiede politiche capaci di integrare formazione, orientamento, competenze, attrattività e qualità del lavoro.

C’è poi una questione che, più di ogni altra, dovrebbe interrogare il nostro territorio: quella dei giovani.

Quando un giovane lascia il Trentino non perdiamo soltanto un residente. Perdiamo competenze, talento e una parte dell’investimento che la nostra comunità ha costruito su di lui.

Rischiamo di avere imprese che non chiudono perché manca il mercato, ma perché manca chi sia disposto o nelle condizioni di raccogliere il testimone. Ogni saracinesca che si abbassa definitivamente rappresenta anche un pezzo della nostra identità economica e sociale che rischia di andare perduto.

Il ricambio generazionale non riguarda soltanto il futuro delle singole aziende. Riguarda la capacità del Trentino di preservare il proprio tessuto imprenditoriale, mantenere vivi i territori e continuare a generare opportunità, lavoro e valore.

Se vogliamo costruire il futuro della nostra comunità, non possiamo inoltre permetterci di lasciare inutilizzata una parte fondamentale del capitale umano.

Le donne rappresentano oggi una componente essenziale del lavoro e dell’imprenditoria diffusa. Valorizzarne pienamente competenze, capacità e partecipazione non è soltanto una questione di equità: è una scelta strategica per la crescita, la produttività e la competitività del territorio.

Accanto a queste priorità serve una decisa accelerazione sulla semplificazione amministrativa.

La complessità burocratica continua infatti a colpire soprattutto le imprese più piccole, sottraendo tempo, risorse ed energie agli investimenti, all’innovazione e allo sviluppo dell’attività. Semplificare non significa ridurre tutele o controlli, ma rendere più chiari gli adempimenti, più certi i tempi e più equilibrato il rapporto tra amministrazione e impresa.

Un’altra sfida decisiva riguarda l’innovazione.

L’intelligenza artificiale e le nuove tecnologie non rappresentano più una prospettiva futura: sono già oggi una leva di produttività e competitività. La vera sfida è fare in modo che anche le micro e piccole imprese possano accedervi e utilizzarle concretamente, attraverso competenze, formazione e strumenti di accompagnamento adeguati.

Il rischio, altrimenti, è che la trasformazione tecnologica aumenti ulteriormente la distanza tra le imprese più strutturate e quelle di minori dimensioni, che costituiscono la parte più diffusa del nostro sistema economico.

Infine, vi è il tema della sicurezza dei centri urbani.

La sicurezza non riguarda soltanto l’ordine pubblico. È una condizione necessaria per garantire attrattività, vitalità commerciale e qualità della vita. I negozi, i pubblici esercizi e le attività di prossimità rappresentano un presidio economico e sociale fondamentale: contribuiscono a mantenere vivi gli spazi urbani, generano relazioni e rafforzano il senso di comunità.

Il punto politico, quindi, non riguarda soltanto la quantità delle risorse disponibili, ma la direzione verso cui vengono orientate.

Il Trentino dispone degli strumenti economici e istituzionali per affrontare le sfide che ha davanti. Ciò che serve è una scelta chiara di priorità: investire non soltanto nelle opere pubbliche, ma anche nelle condizioni che consentono alle persone e alle imprese di costruire qui il proprio futuro.

Come abbiamo ricordato anche nella recente Assemblea di Confesercenti del Trentino, non vogliamo rassegnarci a un lento declino fatto di saracinesche abbassate, giovani che partono e comunità che si impoveriscono.

Crediamo invece in un Trentino capace di trattenere talenti, sostenere chi investe, valorizzare il lavoro, rafforzare il ruolo delle donne e accompagnare le imprese nelle grandi trasformazioni economiche e tecnologiche.

Per queste ragioni, il nostro giudizio sulla manovra di assestamento è solo parzialmente positivo.

Ne condividiamo l’impegno sugli investimenti pubblici e ne riconosciamo il valore per il territorio. Riteniamo però necessario un salto di qualità nelle politiche dedicate alla competitività del sistema economico, al capitale umano e allo sviluppo diffuso dei territori.

Perché le infrastrutture costruiscono il territorio.

La competitività costruisce il futuro.

Mauro Paissan
Presidente Confesercenti del Trentino
Trento, 10 luglio 2026

 

 

 

 

 

 

 

 

News recenti

Archivio

POTREBBERO INTERESSARTI ANCHE QUESTI ARTICOLI