IDEE PER IL TRENTINO

Economia che genera comunità

Dietro ogni saracinesca alzata c’è una famiglia, un lavoro, un pezzo di paese che resta vivo. Difendere chi fa impresa è difendere il Trentino in cui vogliamo continuare a vivere, e le vie sicure, vissute, in cui vogliamo camminare ogni giorno.

Da dove parto

Il Trentino sta perdendo le sue botteghe. Tra il 2010 e il 2023 il commercio al dettaglio in sede fissa ha visto sparire oltre 760 attività, e nei soli ultimi cinque anni se ne sono andati altri 333 negozi: più di cinque al mese. Il commercio ambulante è crollato del 30% in poco più di un decennio. I pubblici esercizi, i bar e i ristoranti che presidiano piazze e vie dei nostri paesi, hanno perso 200 aziende negli ultimi dodici anni. Sono numeri della Camera di Commercio di Trento, non opinioni.

Dietro ogni numero c’è una storia che conosco bene. Da quando guido Confesercenti del Trentino parlo quasi ogni giorno con titolari di bar e ristoranti, con commercianti, botteghe artigiane, liberi professionisti, micro-imprenditori. Questa quotidianità mi ha cambiato. Mi ha dato il senso reale di cosa significhi tenere aperta un’attività oggi: la lotta silenziosa contro mille difficoltà, la fatica del ricambio generazionale che non arriva, il peso degli affitti nei centri storici, la concorrenza dell’online che non concede pause.

Cosa penso

Le imprese non sono soltanto economia. Sono una parte essenziale della vita di una comunità.

Quando in un paese chiude l’ultimo bar, non se ne va solo un’attività: se ne va il punto in cui ci si incontra, in cui un anziano scambia due parole, in cui un turista capisce dove si trova. Quando in un quartiere di Trento o di Rovereto si abbassa la serranda di una bottega storica, si perde un pezzo di identità urbana e un presidio quotidiano della via.

È anche una questione di sicurezza

Una via con le luci accese fino a sera, con qualcuno dietro al bancone che vede chi passa e chi entra, è una via più sicura di una via spenta.

Lo sa chiunque gestisca un’attività in centro storico: la presenza delle imprese è uno dei più potenti, e meno costosi, strumenti di sicurezza urbana che abbiamo. Quando si parla di sicurezza nelle nostre città non si può prescindere da chi tiene aperta una saracinesca la sera, da chi gestisce un locale, da chi presidia la sua via semplicemente lavorandoci ogni giorno.

Difendere il commercio di prossimità significa anche questo: quartieri vivi, illuminati, frequentati, in cui le persone si sentono a casa.

L’ossatura del territorio

Parlare di “piccolo commercio” come se fosse un settore residuale è un errore di prospettiva. Le micro, piccole e medie imprese sono l’ossatura del Trentino: quando si indeboliscono, si indebolisce tutto il resto, compreso quel turismo che amiamo raccontare come fiore all’occhiello.

Un territorio attrattivo per chi ci viene in vacanza è prima di tutto un territorio vivo per chi ci abita. Senza commercio tradizionale, senza pubblici esercizi, senza artigianato, restano vetrine spente e centri storici da cartolina.

Cosa propongo

Serve smettere di rincorrere le emergenze e iniziare a costruire.

Da presidente di Confesercenti porto avanti ogni giorno un’azione di sensibilizzazione perché il sostegno al commercio tradizionale entri stabilmente nell’agenda politica trentina, non come voce di spesa, ma come investimento su ciò che tiene insieme il territorio.

Significa lavorare su tre fronti che non possono più essere rinviati:

  1. Ricambio generazionale: sostenere chi vuole rilevare un’attività o avviarne una nuova
  2. Rigenerazione dei centri storici e dei paesi delle valli
  3. Riequilibrio tra commercio fisico, piattaforme online e centri commerciali

E significa riconoscere, finalmente, che la presenza diffusa di imprese è uno dei pilastri della sicurezza urbana: politiche per il commercio e politiche per la sicurezza non possono più viaggiare su binari separati.

È tempo di cambiare passo. Di fare scelte complesse e di assumersene la responsabilità. Il mio impegno parte da qui: dalla convinzione che chi prova ogni giorno a tenere aperta un’attività in Trentino meriti qualcuno che si prenda davvero a cuore i suoi problemi, grandi e piccoli.

Il mio impegno

  • Sostegno concreto al ricambio generazionale nelle imprese commerciali e nei pubblici esercizi
  • Rigenerazione dei centri storici e dei paesi delle valli, contro la desertificazione commerciale
  • Le imprese come presidio di sicurezza e vivibilità urbana, soprattutto nelle ore serali
  • Riconoscimento del commercio tradizionale come leva di attrattività turistica del territorio
  • Ascolto costante e diretto di chi fa impresa, ogni giorno, nelle nostre vallate e città

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